Parrocchia di San Paolo di Ravone |
STORIA |
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L’educazione
è frutto del rapporto tra le persone. La persona
è il nucleo fondamentale dell’Oratorio; a formarlo sono innanzitutto le
persone. Il primo oratorio di s. Giovani Bosco era essenzialmente questo: le
persone, che si educavano a vicenda (perché anche gli educatori vengono educati
da coloro che essi educano) e, al
massimo, un cortile ove darsi appuntamento per imparare insieme a crescere e a
guardare il futuro: il “cortile dei sogni”. In quanto è espressione di una
comunità cristiana consapevole della sua vocazione missionaria, l’Oratorio
riconosce la possibilità di una appartenenza diversificata: esso non ha
preclusioni nei confronti di nessuno e non pone come condizione l’essere
credenti o disponibili, comunque, ad una proposta di fede. L’
Oratorio dedicato a San Filippo Neri nasce quando il parrocchiano
Mirko Corsini dopo un’ esperienza di servizio dai Salesiani, decise di portare
nella nostra comunità questa realtà dopo anni che i locali usati tuttora
venivano chiamati "teatrino" ove anticamente potersi godere qualche
buon film (la sala era anticamente adibita a cinema) e successivamente un posto
dove i giovani potessero fermarsi a giocare dopo gli incontri del sabato
pomeriggio e la S.Messa domenicale. Il vero Oratorio nasce quando si decide di
aprire i locali tutti i giorni della settimana e di trasformarli in un luoghi
sia di gioco che di formazione, attuando proposte quali la Lettura del Vangelo
guidata dal cappellano e la S.Messa feriale del giovedì pomeriggio, il
doposcuola e il gioco libero.
Breve storia di San
Filippo Neri
Laico fino a 36 anni, è partecipe e animatore di tutte le
iniziative laicali di apostolato, mentre si guadagna la vita insegnando
privatamente e insieme frequentando l'università per completare la sua
formazione umanistica ed apostolica. Amante della natura, d'una letizia sana e santa, che
comunicava, quasi senza volerlo, a chiunque lo avvicinasse, nemico delle pose e
delle ostentazioni, faceto e quasi burlone, arrivava dovunque si potesse fare
del bene. Amava i fanciulli, e li voleva buoni e allegri; li
educava a vita cristiana gioiosamente trasfondendo in loro la sua grande
devozione alla Madonna. Con i suoi, fondò per loro in Roma, la prima scuola
organizzata e un collegio per i più capaci, ma poveri. Sapeva compatirli: «State
fermi, se potete» e incoraggiarli, facendosi «coi fanciulli, fanciullo
sapientemente». Visitava e assisteva i malati negli Ospedali e fondò
per primo un Convalescenziario. Per i pellegrini «romei» formò un'apposita
Confraternita e costruì una grande casa per loro, dedicata alla SS.ma Trinità.
Ebbe pietà per i malati di mente, fino allora abbandonati per le vie, fondando
l'Istituto di S. Maria della Pietà, primo del genere, divenuto poi il grande
ospedale psichiatrico provinciale di Roma. Vedeva con simpatia gli stranieri e si prodigava per
far sorgere in Roma le loro comunità nazionali. Aiutava i Religiosi per i quali
era un felice « pescatore » di vocazioni. Sapeva distogliere la gioventù dalle carnevalate
sfrenate, con geniali forme di sana ricreazione, come la famosa Visita alle
Sette Chiese. L'ardente desiderio di riconciliare anime a Cristo,
lo rendeva instancabile nel trascorrere molte ore in confessionale e sempre
pronto a facilitare quella confessione frequente che inculcava ai suoi figli
spirituali come mezzo di perfezione. Di tutti era amico, popolani e principi, laici e
cardinali, buoni e cattivi, tutti riusciva a rendere migliori. I santi che
vivevano a Roma in quel secolo, lo veneravano come padre, gli stessi Papi gli
baciavano la mano e gli offrivano le più alte dignità, che egli,
scherzosamente, ma risolutamente sempre rifiutava. Per assicurare la durata dell'opera sua, fondò la
Congregazione dell'Oratorio, tuttora operante in Italia e fuori: primo esempio
di vita comune del clero secolare. Mori serenamente, in atto dì implorare la
benedizione di Dio sui discepoli e continuatori dell'opera sua, all'alba del 26
maggio 1595. |
REGOLAMENTO |
Oratorio:
cos’è, qual è il suo scopo e quali i suoi mezzi
L’oratorio è una proposta della Parrocchia indirizzata a tutti i ragazzi; è uno strumento attraverso cui la comunità cristiana fa crescere nella fede coloro che ha generato attraverso il battesimo. Il suo obiettivo irrinunciabile è fare incontrare i ragazzi con il Signore o, almeno, preparali e favorire questo incontro, attraverso il gioco, ma trovano spazio anche iniziative di tipo sportivo e ricreativo (tornei, feste, serate, Estate Ragazzi, Oratoriamo-con, etc.), culturale (musica, turismo, giornalino, teatro, incontri vari etc.), sociale (ronda, servizio alla casa di riposo, Gulliver, etc.) e spirituale (preghiere, letture bibliche etc.). Lo stile dell’oratorio L’oratorio è per sua natura una proposta aperta a tutti, con il ruolo di “casa che accoglie e porta sempre aperta”, riconosce la possibilità di un’appartenenza diversificata; non ha preclusioni nei confronti di nessuno e non pone come condizione di appartenenza l’essere credenti o comunque disponibili a una proposta di fede. Tuttavia, se l’oratorio è aperto a tutti, non vi devono essere da parte di ciascuno preclusioni nei confronti delle sue specifiche finalità e in ogni modo devono essere rispettate le elementari norme della convivenza sociale e civile. L’oratorio è spazio educativo per i ragazzi, che, attraverso le varie attività, da svolgersi sia in Parrocchia, sia fuori, crescono insieme confrontandosi con i valori cristiani in generale, e in particolare si interrogano sull’amicizia, la lealtà, il rispetto, la corresponsabilità, l’impegno, la libertà, il fare comunità e provano a darsi delle risposte. Tuttavia, se l’oratorio invita tutti i propri frequentatori a vivere ogni giorno un’esperienza di condivisione cristiana, differenti tra loro sono i ragazzi che vi si trovano: per alcuni è il modo con cui la Chiesa si presenta loro e vuole offrire “un accesso alla vita cristiana ed ecclesiale in vista di un accostamento continuato ai Sacramenti, al Vangelo e alla catechesi”, per altri è l’opportunità per vivere concretamente e quotidianamente i valori evangelici, per altri ancora è la possibilità di crescere attraverso il servizio ai fratelli più piccoli e alla comunità parrocchiale. Gli educatori dovranno tenere conto delle peculiarità di ogni ragazzo adottando di conseguenza opportune strategie nell’approccio e nel dialogo: denominatore comune rimangono comunque “la pazienza e il rispetto dei tempi di tutti” e l’obiettivo finale l’incontro con Gesù. E proprio nell’ottica del raggiungimento di questo scopo essenziale per ciascuna delle persone che prendono parte all’esperienza dell’oratorio è opportuno vagliare in maniera metodica i mezzi per conseguirlo: obiettivi intermedi e attività devono confacersi ai destinatari e corrispondere ai loro bisogni di vita e di crescita. Il processo che regola le varie iniziative parte pertanto con la scelta di una serie di obiettivi intermedi, la scelta di attività che siano adeguate al suo raggiungimento, lo svolgimento delle attività e il bilancio finale. L’oratorio risulta complementare rispetto ai gruppi giovanili e al catechismo e ne costituisce il completamento: l’oratorio invita a scegliere il Signore e la vita cristiana, i gruppi ecclesiali indicano come fare; i gruppi ecclesiali stimolano la riflessione sulla vita cristiana, l’oratorio invita a metterla in pratica. È inoltre opportuno sottolineare il rispetto da parte di tutti per i più piccoli: impareranno a fare oratorio proprio dall’esempio avuto in precedenza dai più grandi. ø Il DIRETTORE La
figura del direttore si ispira al don Bosco dell’Oratorio: vocazione,
simpatia e competenza per il lavoro tra i giovani, passione educativa ed
evangelizzatrice, capacità di rapporti diretti e profondi con i collaboratori
e di presenza incoraggiante tra i ragazzi e i giovani. Suo ruolo primario è
l’animazione e il coordinamento della Comunità Educativa. ø Il RESPONSABILE È responsabile GENERALE chi presta servizio in oratorio per la maggior parte del tempo di apertura dell’oratorio; è responsabile TEMPORANEO chi presta servizio per qualche ora, fino a mezza giornata. Il responsabile risponde al parroco di ciò che avviene in oratorio; ha compiti di garanzia e in particolare: 1) garantisce con la propria autorità lo svolgimento delle attività 2) garantisce la pulizia e l’ordine degli ambienti e la correttezza dei comportamenti; 3) garantisce con una presenza costante e prolungata la continuità del percorso educativo in collaborazione con tutti gli animatori. ø
Gli EDUCATORI ed ANIMATORI Sono tutti quelli che si pongono nei confronti dell’oratorio in maniera costruttiva e aderiscono attivamente al suo progetto educativo. In particolare si conta per questo compito su catechisti, educatori ACR e giovanissimi, genitori, responsabili dei gruppi etc. Il loro compito è quello di far sentire a casa propria i ragazzi dell’oratorio e di stimolare il sorgere di relazioni interpersonali tra loro. Svolgono questo compito attraverso l’organizzazione di attività e soprattutto mediante il proprio atteggiamento. 4
Caratteristiche dell’operatore di Oratorio: -
mettersi in ascolto della persona e a
servizio della sua crescita -
un atteggiamento di condivisione della
vita delle persone a lui affidate e uno spirito di dedizione; -
una precisa — per quanto possibile
— qualificazione nel suo ruolo specifico, per una conduzione seria ed
educativa delle varie esperienze -
un compito di responsabilità nel
condurre l’attività quotidiana della vita oratoriana -
impegno nello stimolare la
partecipazione dei ragazzi e dei giovani alla vita dell’Oratorio,
coinvolgendoli nelle varie attività -
al di sopra di tutto, deve curare la
propria formazione cristiana e trovare, nella sua giornata, spazi di preghiera
e riflessione che culminano in una intensa vita sacramentale. Con ciò egli
testimonia che il servizio di cui si fa carico è espressione del suo
personale rapporto con Cristo e da esso trae alimento; ciò gli permetterà
altresì di vivere con sempre maggior coerenza sia il suo servizio educativo,
sia la sua vita personale. -
In essa deve comunque sempre essere di
esempio nei confronti di tutti, specialmente dei ragazzi e dei giovani, sia
nei momenti strettamente legati alla sua opera educativa sia in tutte le altre
circostanze. Egli è il primo ad assumere, sia in Oratorio che fuori, un comportamento
ed un linguaggio conformi alla natura e alle finalità educative
dell’Oratorio. Nessuno
compie la sua opera senza collegarsi a quella della Comunità Educativa di cui
è parte. Oltre al direttore dell’Oratorio, suo punto di riferimento è
perciò la Segreteria dell’Oratorio. Qualche Regola per vivere insieme
4
Ogni cammino educativo deve essere costruito secondo tappe chiare, possibili
da raggiungere e da verificare. 4 Gli obiettivi delle singole attività o proposte, come quelli di ogni intervento educativo, devono essere in linea con la finalità generale dell’Oratorio, della quale costituiscono le tappe intermedie. Regolamento
per gli educatori ed animatori ç
vai incontro ad ogni ragazzo che arriva e spalanca il tuo sorriso per dirgli
“ciao! Sei il benvenuto!” ç
gioca, canta, salta…non restare
inattivo ç
non perdere di vista nessun ragazzo,
con l’aria dell’amico che si interessa a lui ç
resta più che puoi in mezzo ai
ragazzi e fatti trovare facilmente. Non cedere alla tentazione di fare
gruppetto insieme agli adulti ç
fai in modo che il ragazzo si accorga
di contare per te, chiama tutti per nome ç
ascolta più che parlare ç
osserva tu per primo il regolamento
dell’oratorio e fallo rispettare, facendolo comprendere ç
l’autorevolezza si acquista a
partire dalla coerenza, nelle tue azioni e nel tuo linguaggio non ci deve
essere nulla di ciò che rimprovereresti ad un ragazzo ç
cerca di mantenere la calma in ogni
situazione ç
sii sempre pronto a collaborare con
gli altri membri dell’equipe dell’oratorio ç
ricorda di essere parte di una comunità
educante * ç
se vedi qualcosa di rotto, in
disordine, sporco…è affar tuo ! *
ossia: -
la precedenza va data alle iniziative
prese insieme -
gli appuntamenti parrocchiali sono
sempre anche appuntamenti per l’oratorio -
partecipa alla vita della comunità -
consulta sempre i coordinatori o il
direttore prima di prendere decisioni che coinvolgono tutti NOTA: Il gioco come
valore educativo a - Il gioco è espressione tipica dell’uomo, soprattutto per l’età
che va dalla fanciullezza all’adolescenza. È un valore che l’Oratorio
accoglie ed educa, non tanto come tecnica competitiva, ma come momento forte
di socializzazione e tramite di formazione. b - È compito degli animatori preposti alle attività ricreative
organizzare, in determinate circostanze, giochi “comunitari” che
sviluppano la capacità di relazione tra i ragazzi. c - Buona parte del gioco praticato in Oratorio è di tipo spontaneo
(non organizzato). Anche in questo caso è importante la presenza
amichevole, attiva e vigile degli animatori. Regolamento
per i frequentatori Rapporti con le persone 4
L’oratorio è aperto a TUTTI, non escludere nessuno con le parole o i
gesti, dai a tutti la possibilità di giocare ! 4
Entrando in Oratorio saluta tutti 4
Rispetta le persone che svolgono un servizio anche per TE 4
Se sei grande, ricorda che i più piccoli ti osservano 4
Usa un linguaggio educato e rispettoso, questo oratorio è realizzato e
condotto da persone credenti in Dio in un contesto parrocchiale, quindi non
bestemmiare e dimostra rispetto 4
Non usare mai violenza, né con le parole né coi fatti nei confronti di
nessuno 4
Accetta anche i più piccoli nel gioco e comunque non essere prepotente 4
La sala sarà aperta solo se vi e' un responsabile. 4
L’uso della sala, fuori dall’orario normale di apertura, e' affidata ai
gruppi giovani ed agli altri gruppi solo in presenza di un responsabile. La
richiesta per l’uso della sala va fatta al Parroco 4
E’ responsabilità di tutti tenere in condizioni buone i giochi ed il
materiale presente in Oratorio. 4
Per responsabilizzare colui che usufruisce dei mezzi e giochi a
disposizione, si chiede di lasciare un pegno che sarà riconsegnato al
momento della restituzione. 4 Se un gioco o altro materiale verrà riconsegnato in uno stato diverso di quello iniziale starà al responsabile di turno prendere provvedimenti con giusta ragione 4 La pulizia dei locali dipende anche da te…mantieni ordinato e pulito sala e cortile ! Ricordati
che: 4
NON si può fumare in Oratorio, se sei maggiorenne pensaci lo stesso prima
di accenderti una sigaretta, c’è chi potrebbe prendere il cattivo esempio
! 4
Per motivi di sicurezza motorini, biciclette e monopattini non possono
circolare nel cortile 4
Rispetta gli orari di apertura e di chiusura giornalieri |
La Segreteria dell’Oratorio
a
- Natura e compiti 1
– La Segreteria
dell’Oratorio è espressione della Comunità Educativa
dell’Oratorio; 2
- Nell’attuazione di tali compiti la SdO tiene conto b
- Funzioni della Segreteria dell’Oratorio La SdO rispecchia lo stile di vita della Chiesa, della quale è espressione. In essa, il sacerdote, in quanto pastore, è investito della responsabilità ultima delle scelte di carattere educativo e formativo e di quelle ad esse collegate (la Chiesa è gerarchica). Tale responsabilità va però condivisa con coloro che, in base ad una scelta personale, radicata nel Battesimo e nella Cresima, fanno parte della Comunità Educativa dell’oratorio (la Chiesa è comunione). Questo, da parte del Sacerdote, richiede capacità di ascolto e attenta valutazione dei pareri che vengono espressi dai membri e da tutti coloro che fanno parte della Comunità Educativa, in ordine alle varie scelte e iniziative. Ciò premesso, alla SdO
viene attribuita funzione direttiva per quanto concerne: Fanno
parte della SdO: 1
- il Parroco In breve: |