Parrocchia di San Paolo di Ravone

                    Caritas Parrocchiale         Conferenza di San Vincenzo

L'amore di Cristo verso i più fragili

La Conferenza di San Vincenzo è un gruppo di volontari che opera nell'ambito della Caritas parrocchiale visitando i poveri in casa, assistendo le persone sole e provvedendo a consegnare a domicilio generi alimentari secondo le possibilità e necessità.

Per informazioni o aderire al progetto di aiuti telefonare al 051 431473 (Giovanna) , o alla nuova referente parrocchiale Celeste Pacifico (349.2677782) , che sta rilevando il servizio e cercando nuove adesioni.

Di seguito, le regole dell'associazione ed un poco di storia dei fondatori:

Il decalogo del vincenziano
Il laico vincenziano si caratterizza per:
 
1. una pronta disponibilità verso il prossimo, in particolare i poveri
2. una solida formazione morale che lo guidi ad affrontare con serenità la scelta tra il bene od il male: dire la verità o nasconderla; essere mite, umile o arrogante, presuntuoso; affrontare gli ostacoli od evitarli; avere pazienza o perderla facilmente; avere fiducia o sospettare subito; essere scrupoloso o superficiale, ecc.
3. una profonda spiritualità che gli dia il senso di gioia nel pregare e ringraziare il Signore in ogni situazione: da quando ci si alza la mattina… alla sera, prima ancora di avergli chiesto perdono. San Paolo insegna "Perseverate nella preghiera e vegliate in essa, rendendo grazie" (Col 4,2)
4. la fiducia nel Signore quando gli offre la giornata e gli raccomanda di essergli sempre presente in ogni pensiero e azione
5. l'intenzione e la promessa di fare sempre la sua volontà, con l'unico scopo di dargli gloria
6. il continuo colloquio durante la giornata perché lo guidi, lo sostenga e gli dia equilibrio tra gli impegni per la famiglia, il lavoro ed il servizio ai poveri
7. la preparazione necessaria per soddisfare le necessità dei poveri, cioè:
 
conoscenza delle leggi sociali a salvaguardia dei loro diritti
rapporti con le strutture dello Stato per promuovere la modifica delle leggi sociali superate od insufficienti e per collaborare
chiarimenti a chi non ha capito od ha frainteso i documenti ed il pensiero della Chiesa docente su fatti che hanno colpito l'opinione pubblica
conoscenza dei problemi relativi a: immigrazione, intercultura, religioni, ecumenismo
conoscenza delle risorse sul territorio, per orientare ed aiutare i poveri con intelligenza, come premessa ad una promozione globale del povero, e quindi cristiana
amorevole informazione (o educazione, se manca) su fatti riguardanti la vita in famiglia, il lavoro, la sofferenza e (se accettata) la religione
disponibilità ad accompagnarlo, dove non fosse capace, a fare delle pratiche o superare problemi burocratici e, quando occorresse, a far da paciere
8. la visita a domicilio, in ospedale, nelle carceri o altrove, che è un punto irrinunciabile, anche per i responsabili al più alto livello, a costo, se necessario, di tralasciare più importanti impegni
9. E' inconcepibile dare amore e premure ai poveri, se prima non siamo capaci di darle ai nostri famigliari, compagni di lavoro e se non siamo in grado di scambiarle tra noi nella Conferenza o nel gruppo al quale apparteniamo
10. Gli errori sono da evitare, ma alle volte succedono. Accettiamoli con calma e serenità, consideriamoli esperienze non riuscite, da ritentare. Se gli errori vengono analizzati con intelligenza e serenità, di solito si riesce a ripararli sia pure in parte. Se presi sul serio come stimoli e sono meditati, possono anche suggerire innovazioni preziose!
 
                                     
© Federazione N

 

San Vincenzo De Paoli
Il gigante della carità

San Vincenzo De Paoli nacque in Francia, a Pouy, il 24 aprile 1581 da famiglia contadina. Divenuto sacerdote nel 1600, fu prima a Tolosa e poi a Parigi. Qui conobbe il famoso teologo Pierre Bérulle e san Francesco di Sales e divenne nel 1610 cappellano elemosiniere della Regina Margherita di Valois.
Fu quindi per breve tempo parroco di Clichy, nei sobborghi di Parigi e poi cappellano e precettore della ricca famiglia dei Gondi.
Nel 1617 è nominato parroco a Chatillon-les-Dombes, vicino a Lione, dove fondò la prima Compagnia della Carità, un gruppo di signore che si misero insieme per organizzare l'assistenza delle famiglie povere attraverso la visita personale a domicilio. Le Compagnie della Carità sono diventate oggi i Gruppi di Volontariato Vincenziano.
Vincenzo De Paoli fu nominato in seguito Cappellano generale delle galere di Francia e in tale veste svolse un'opera continua e preziosa di assistenza per i condannati. Più tardi, nel 1643, entrò a far parte del Consiglio di Coscienza della Regina Anna d'Austria, vedova di Luigi XIII e si impegnò a fondo nella lotta contro gli Ugonotti.
E' invece del 1625 la fondazione della Congregazione della Missione, l'opera che riuniva un gruppo di sacerdoti e che si proponeva la predicazione della fede tra i poveri e nelle campagne. La Congregazione prendeva fissa dimora a Parigi nel 1632 nel grande Priorato di San Lazzaro e si diffuse rapidamente in molte parti dell'Europa, occupandosi anche della formazione del clero.
Del 1633 fu ancora la creazione delle Figlie della Carità con la collaborazione di santa Luisa de Marillac, che assunsero il compito di sostenere l'attività delle Compagnie della Carità. Erano suore non più chiuse nei conventi, ma sparse nel mondo a servizio dei poveri ovunque si trovassero.
Morì a Parigi il 27 settembre 1660, dopo aver continuato a seguire personalmente tutte le opere da lui iniziate. Venne canonizzato nel 1737.
Fu merito particolare di Vincenzo De Paoli quello di aver capovolto l'atteggiamento allora prevalente nei confronti dei poveri, che era di allontanamento ed emarginazione, per andarne in cerca e soccorrerli attraverso l'aiuto e la collaborazione di quanti più fosse possibile, ispirandosi alla carità evangelica, che vede nel povero la persona di Cristo.
 

Beato Federico Ozanam
Fondatore della Società di San Vincenzo de Paoli

Antonio Federico Ozanam nasce a Milano, il 23 aprile 1813, da famiglia francese, che vi risiedeva durante l'impero napoleonico e che ritorna a Lione, di dove era originaria, nel 1815. Compie gli studi ordinari nel Collegio Reale di Lione non senza qualche momento di crisi spirituale. Nel 1831 si trasferisce a Parigi, dove all'Università della Sorbona segue i corsi prima di diritto e poi di lettere.
Frequenta subito gli ambienti cattolici e letterari della capitale e conosce importanti personaggi dell'epoca, fra cui Chateaubriand, Lacordaire, Montalembert, Saint-Beuve, Lamartine, Lamennais e altri.
Il 23 aprile 1833 è nel piccolo gruppo di studenti della Sorbona che si riunisce per dare inizio alla prima "Conferenza di carità". Lo scopo è di garantire la loro amicizia sotto il segno della fede e della carità e di testimoniare in modo personale ed autentico il proprio cristianesimo attraverso la visita dei poveri a domicilio, contro coloro che affermavano che la Chiesa cattolica era ormai superata e non aveva più nulla da dire agli uomini moderni.
Fu questa l'iniziativa che diede origine alla Società di San Vincenzo De Paoli e che ebbe, uno sviluppo rapidissimo. Ozanam doveva diventarne il principale animatore e guidarne questi primi sviluppi.
Intanto egli scrive su vari giornali e riviste su temi religiosi e sociali e si impegna per la migliore riuscita della grande predicazione quaresimale a Notre Dame dell'abate Lacordaire, che ebbe un vivissimo successo.
Terminati gli studi, rientra a Lione per esercitare l'attività di avvocato ed anche, per un breve periodo, l'insegnamento sulla cattedra di Diritto commerciale di quella Università.
Nel 1840 ottiene la nomina alla Sorbona di Parigi di professore di Letterature straniere e l'anno successivo sposa Amelia Soulacroix, dalla quale nacque la figlia Maria.
Il suo progetto di studi gli era apparso subito chiaro: impegnarsi nella dimostrazione della verità del Cristianesimo attraverso l'analisi della storia dell'alto Medioevo, quando la Chiesa aveva raccolto l'eredità migliore dell'antichità classica e l'aveva fatta incontrare con i popoli germanici, introducendovi nuovi pensieri, arti e costumi. Il punto conclusivo di questa età storica era rappresentato per Ozanam dal pensiero e dall'opera poetica di Dante Alighieri. Questi studi egli pubblicò in numerosi volumi frutto del suo insegnamento universitario, che vanno dalla Civiltà cristiana nel V° secolo ai Poeti francescani in Italia nel XIII° secolo e a Dante e la filosofia cattolica nel XIII° secolo.
Ma la sua attività nel campo sociale e politico non venne mai meno e nel 1848 partecipò insieme a Lacordaire ed Henri Maret alla fondazione del famoso giornale L'Ere Nouvelle, che, se ebbe vita breve, fu tuttavia l'espressione più significativa del così detto "cattolicesimo democratico francese". Con la precisa intuizione che ai problemi politici dell'epoca si sarebbero presto sovrapposti quelli sociali, Ozanam con molta chiarezza espresse il suo pensiero in difesa degli operai e del proletariato urbano, criticando sia la soluzione del liberalismo economico fondato sulla concorrenza illimitata, sia la soluzione saintsimoniana e socialista che prometteva la soppressione delle sofferenze con il rischio della soppressione della libertà.
Sosteneva invece un tipo di società fondata sulla proprietà privata come risposta ad un bisogno essenziale dell'uomo, un'organizzazione del lavoro che garantisse un salario sufficiente agli operai e alle loro famiglie, una adeguata istruzione ed assistenza pubblica, forme di patronato fra i lavoratori, il rispetto del riposo domenicale, ecc.
Sono queste alcune delle idee che lo caratterizzano come uno degli iniziatori del pensiero sociale della Chiesa ed in particolare anticipatore della enciclica "Rerum Novarum", che Leone XIII° pubblicherà nel 1891.
Nello stesso 1848, dopo l'abdicazione del re, Luigi Filippo D'Orleans, durante i tumulti a Parigi che videro l'uccisione dell'Arcivescovo della città, Mons. Affre, che aveva cercato di interporsi fra le barricate, Ozanam fece parte della Guardia Nazionale, che doveva garantire la legalità del governo provvisorio. Nel medesimo anno accettò a Lione la candidatura politica per la Costituente Nazionale, facendo professione elettorale di democratico e di repubblicano. Ma non fu eletto.
Continuò invece a partecipare alle attività della Società di San Vincenzo De Paoli, visitandone spesso le Conferenze, sia in Francia sia all'estero, che egli considerava per i giovani come fondamentale preparazione per la loro vita sociale. "Avvicinarsi alla miseria, toccarla con le mani, discernerne le cause conoscendone gli effetti dal vivo, in una famigliarità affettuosa con quelli che ne sono oppressi" tale doveva essere, secondo Ozanam, l'iniziazione ai problemi sociali.
Conobbe molto bene l'Italia alla quale fu sempre molto affezionato e dove compì vari viaggi in periodi diversi, sia per motivi di studio, sia di carattere personale e religioso.
Fu grande ammiratore della persona di Pio IX°, che lo ricevette in udienza due volte e che egli vedeva come il grande pontefice che avrebbe riconciliato la Chiesa con la società moderna.
Questa vita così fortemente e cristianamente impegnata, fu accompagnata da una vita intima e famigliare di grande sensibilità e delicatezza, non priva di momenti di grande dolore, come anche da sentimenti di amicizia con molte persone del suo ambiente e del suo lavoro, che non conobbero incertezze o interruzioni, ma furono vera condivisione di fede e di opere.
La sua vita fu breve, morì a soli 40 anni, a Marsiglia, l'8 settembre 1853 ritornando dall'Italia, dove aveva invano cercato sollievo ai suoi mali. Le sue condizioni di salute negli ultimi anni di vita furono, infatti, molto precarie, ma egli si sacrificò fino all'estremo soprattutto nell'insegnamento universitario.
L'accettazione della malattia sublimò la sua vita, quale consapevole offerta a Dio della rinuncia a tutto quanto avrebbe ancora potuto fare ed aumentò in una significativa sintesi il suo interessamento per la Società di San Vincenzo, che non venne mai meno, anzi in qualche modo si accrebbe con gli anni particolarmente in Italia durante il suo ultimo soggiorno.
La Disquisitio de vita et actuositate Servi Dei F. Ozanam a cura della Sacra Congregazione per le cause dei Santi, pubblicata a Roma nel 1980, il Decreto di riconoscimento del grado eroico delle virtù teologali e cardinali del 1993 ed il successivo riconoscimento del miracolo attribuito all'intercessione del Servo di Dio, hanno portato alla sua beatificazione a Parigi, il 22 agosto 1997, da parte del Papa Giovanni Paolo II°, in occasione della XII° Giornata mondiale della Gioventù.
Ricerche e studi più recenti sulla figura e la santità di Ozanam ne hanno certamente accresciuto la conoscenza soprattutto nel contesto del suo tempo, ma resta ugualmente da approfondire il suo forte carisma di profeta dei tempi nuovi e la sua attualità, che lo rendono, come ha affermato Giovanni Paolo II, "un modello ancora attuale dei giovani cristiani laici".