Parrocchia di San Paolo di Ravone
Storia della Parrocchia
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Occorrerà attendere il 1568 per avere come uscita dalle mura la Porta Sant'Isaia, che rendeva piu' diretta l'uscita verso la nostra zona. Gli abitanti della Val di Ravone erano incorporati, fino al XV secolo, in altre Parrochie, specialmente quelle di Sant'Isaia e di Santa Cristina di Pietralata. Col passare degli anni, però i "ravoniani" posero in evidenza il forte disagio di doversi recare in Parrocchia oltre le mura, con tutte le difficoltà connesse.
Il 22 Gennaio 1545 con Atto del notaio Cesare Belliossi venne stabilito il passaggio delle anime dei parrocchiani abitanti fuori dalle mura della Chiesa di Sant'Isaia e Santa Cristina alla Chiesa di San Paolo di Ravone.
L'atto notarile, redatto in un "latino d'epoca", ricordava innanzitutto che i sacerdoti delle due Parrocchie sopra ricordate non potevano uscire di notte dalle mura, quando le Porte erano chiuse e ne erano altresì impediti nei giorni di pioggia e fango per il pessimo stato delle strade.
Per questi motivi ed in relazione alle istanze degli abitanti della zona, Mons. Agostino Zanetti, Vescovo di Sebaste e Vicario Generale dell'Arcivescovo di Bologna Card. Alessandro Campeggi, unì la popolazione ivi residente nella nuova Parrocchia di San Paolo di Ravone, erigendo la Chiesa del Convento degli Agostiniani in Chiesa Parrocchiale.
La cura delle anime veniva affidata a Fra Evangelista da Padova dell'Ordine degli Eremitani di Sant'Agostino, priore della Chiesa di San Paolo di Ravone e ai suoi legittimi successori.
Inizia così il 22 gennaio 1545 la vita della nostra Parrocchia.
La primitiva Chiesa , di modesta apparenza fu rifatta una prima volta nel 1321 e rinnovata nel secolo XVI: dalle notizie frammentarie che si rilevano da vari documenti, si desume che era ad una sola navata e come l'edificio iniziale era affiancata all'attuale via Andrea Costa, con la facciata rivolta a levante (verso Porta Sant'Isaia), come erano costruite di norma le chiese nel medio evo.
La parte anteriore era preceduta da un modesto portico e si affacciava su una piazzetta limitata da quattro fittoni in macigno; un piccolo cimitero affiancava la chiesa, dopo esser stato un tempo dentro la stessa chiesa.
Il cimitero rimase fino all'inizio del XIX secolo quando fu stabilito che tutte le sepolture avessero luogo nella Certosa, trasformata nel 1801 in cimitero della città.
Da un documento del tempo (dall'Archivio Arcivescovile- Cartone 417) ci pervengono le misure e la composizione della vecchia Chiesa che aveva questi altari:
Nel 1779 si descrivono gli altari laterali con una variante: in luogo dell'altare dedicato a San Sebastiano si ha l'altare dedicato al Crocifisso, mentre un quadro di San Sebastiano viene posto nell'altare della Beata Vergine della Cintura.
All'Altare Maggiore vi era un quadro dedicato a San Paolo, accanto al presbiterio un'epigrafe del 1487 ricordava <<un sepolcro di frati agostiniani che qui risiedettero>> (Luigi Bortlotti "Il suburbio di Bologna"). La Chiesa era affiancata da una torre a tre campane, costruzione che tuttora esiste, e che risale ai secoli XIV/XV (almeno nella parte inferiore).
Una sosta nell'attività' parrocchiale si ebbe nel 1630, causa la peste, quando la nostra Chiesa Parrocchiale fu trasformata in Lazzaretto. L'epidemia, che colpì varie regioni italiane ed europee, fu per Bologna una vera calamità (si tratta della peste descritta dal Manzoni nei "Promessi sposi").
Si interruppe così l'attività' di culto e l'attività' dei monaci agostiniani fu rivolta all'assistenza a coloro che erano colpiti dal morbo.
Ripresa l'attività' dopo l'interruzione dovuta alla peste, la nostra Parrocchia ebbe un'altra svolta nella sua storia a meta' del XVII secolo.
Papa Innocente X dispose la chiusura e la soppressione dei vari piccoli conventi, fra cui quello degli Agostiniani di San Paolo di Ravone, <<come picciol troppo>>.
Il Convento degli Eremitani di Sant'Agostino, dopo tanti secoli, fu soppresso; gli Agostiniani rimasero, però fino al 1655, poi la Parrocchia venne affidata al Clero secolare.
In occasione del trasferimento i Superiori e i Frati dell'Ordine si incontrarono con il Massaro (che dirigeva gli affari della Comunità per incarico del Comune di Bologna) e con i Parrocchiani di San Paolo di Ravone per concordare i dettagli circa l'uso della Chiesa e della casa attigua. Nella Domenica in Albis i parrocchiani avrebbero offerto ai Padri Agostiniani una torcia di cera bianca; i Frati si riservarono di eleggere il predicatore della Quaresima e di dare il consenso per eventuali innovazioni al fabbricato.
Nel 1656 fu nominato il primo Parroco del Clero secolare e fino ad oggi la Parrocchia e' sempre stata retta in questa linea. Nei 110 anni di reggenza della Parrocchia da parte degli Agostiniani, si sono avvicendati 8 parroci, con una media di circa 13 anni ciascuno; nei 324 anni che collegano il 1656 ed il 1980 (quando ha iniziato il suo ministero l'attuale parroco don Ivo Manzoni) si sono succeduti 13 Parroci del Clero Secolare, con la media di 25 anni ciascuno e con il <<primato>> di Mons. Elio Orlandi, rimasto Parroco ben 48 anni.
Una seconda breve interruzione della vita parrocchiale si ebbe nel 1866, quando Chiesa e Canonica furono sequestrate per esigenze militari. Funzionò allora come Parrocchia la Chiesa di San Girolamo della Certosa fino all'ottobre del 1867, quando San Paolo di Ravone poté riprendere le sue attività.
La popolazione della Parrocchia andava via via aumentando e poiché, quasi certamente, la frequenza alla Chiesa era assai superiore a quella di oggi, la Chiesa era sempre più insufficiente ad accogliere gli abitanti della zona.
Nel Novembre 1884 un'adunanza dei parrocchiani decise che occorreva erigere una Chiesa più grande, l'istanza si rinnovò negli anni seguenti: si ricorda un'adunanza dei capi-famiglia che il 26 aprile 1896 ribadì questa necessità. Soltanto al termine del 1899 si poterono iniziare finalmente i lavori.
Queste date indicano le difficoltà di attuazione del grande
progetto: difficoltà finanziarie soprattutto, in cui si trovò il
Parroco di allora, Don Giuseppe Palmieri, dovendo iniziare un'opera così
costosa senza averne i mezzi, fidando soltanto nella Divina Provvidenza
e nelle offerte dei parrocchiani.....
La vecchia Chiesa era piccola e soggetta agli allagamenti del Ravone.....e
i lavori iniziarono.
Il 4 Novembre 1899 si ebbe la posa della prima pietra, alla presenza del Cardinale Domenico Svampa. Il progetto era dell'Ingegner Ceri: la planimetria indica chiaramente l'ubicazione della vecchia Chiesa ed il tracciato della nuova; il torrente Ravone, mentre via Busi e via Guerini non esistevano ancora. Attorno la campagna.
Dopo tante polemiche e la diatriba tra l'impresa scelta per la costruzione e i parrocchiani "volenterosi" si arrivò comunque, sabato 8 Dicembre 1900, alla <<bandiga>>, la tradizionale festa bolognese in occasione della copertura di un edificio in costruzione. L'edificio era sì coperto, ma ancora lontano dall'esser terminato, almeno nella sua ossatura: occorsero altri 4 anni per rendere agibile il nuovo fabbricato.
La Parrocchia dovette, durante gli anni della costruzione, ricorrere per le funzioni alle Chiese di San Girolamo della Certosa e di San Rocco. Ma la vita parrocchiale continuò sempre, pur fra tante difficoltà: ne e' una prova la costituzione, nel 1903, dell'Associazione Gesu' Bambino. Nei locali della vecchia Chiesa ebbero sede i circoli giovanili <<Silvio Pellico>> e <<Surge>> e il <<Silvio Pellico>> ricavò addirittura nei locali un teatrino.
Il 4 Ottobre 1904 la nuova Chiesa di San Paolo di Ravone venne finalmente aperta al culto, per quanto incompleta, era infatti ancora priva di un portale, il suo interno era in gran parte grezzo e deficitava ancora di alcune finestre da sistemare....
La Chiesa tuttavia era fatta ! Ed era solida, costruita per non
subire più danni dal torrente Ravone.
Poi, dal 194, vennero sistemati i locali, ora riscaldati ed illuminati,
oggi adibiti a varie attività parrocchiali (aule del catechismo, sala
San Paolo, Oratorio, sede Scouts......) costruiti già dal progetto
dell'Ing. Ceri sotto il piano della Chiesa
Quando la nuova Chiesa fu inaugurata, la zona di San Paolo di Ravone era ancora periferia abbastanza lontana dalla città, anche se le mura erano in corso di demolizione e la Porta Sant'Isaia era stata abbattuta nel 1902 perché pericolante.
I tram erano ancora trainati da cavalli fino al 1904 quando la linea fu elettrificata. Si dovette attendere il 1906 perché i tram raggiungessero la nostra Chiesa, proseguendo fino al Meloncello (Davide Damiani "Bologna in tram"): la nostra zona non era più il <<Villaggio di San Paolo di Ravone>> ma stava diventando periferia della città.
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Nel dicembre 1915 San Paolo di Ravone venne costituita <<Parrocchia Urbana>> con la facoltà di celebrare il Sacramento del Battesimo, che si celebrava in precedenza nella Cattedrale di San Pietro.
Così nel 1918 si iniziarono i Battesimi anche in San Paolo di Ravone, completandone la piena funzionalità.
La costituzione in Parrocchia Urbana permise di partecipare a due manifestazioni tipiche della Chiesa bolognese:
Nei decenni successivi lo sviluppo edilizio ha fatto via via aumentare la popolazione della Parrocchia ed il suo territorio ha subito varie riduzioni, con la creazione di nuove parrocchie alle quali sono stati affidati gli abitanti di varie zone esterne di San Paolo di Ravone:
1934 Santa Maria e S. Valentino della Grada
1937 Sacra Famiglia
1937 Beata Vergine Immacolata
1957 San Giuseppe Benedetto Cottolengo
1959 San Giuseppe
1961 Sant'Andrea (detto "della Barca")
1967 Santa Maria Madre della Chiesa
Nonostante queste riduzioni del territorio la nostra Parrocchia rimase per lunghi anni la piu' popolosa bolognese ed e' tuttora fra le parrocchie con maggior numero di abitanti.
Don Giuseppe Palmieri (Parroco dal 1878 al 1914)
Si deve a lui ed alla ferma volonta' dei parrocchiani del suo tempo
la costruzione della nuova Chiesa.
In questo periodo si abbozzarono gli altari laterali e si pose dietro
l'altare una prima statua di San Paolo
Don Silvio Busi (Parroco dal 1915 al 1931)
Di questo periodo la tinteggiatura della Chiesa, la porta, l'illuminazione elettrica, la nuova statua di San Paolo,la nuova Canonica. Nacque il Bollettino Parrocchiale.
Don Elio Orlandi (Parroco dal 1931 al 1979)
Nel suo lungo periodo di "reggenza" i debiti furono risanati, la Chiesa pressoché completata: si rinnovò l'Altare Maggiore, decorazione degli altari laterali, la costruzione della Cappella a San Giovanni Bosco, riscaldamento della Chiesa, rivestimento in marmo di tutti gli altari minori, le aule del catechismo, il cortile per i giochi dei ragazzi. Sistemata la Chiesa il Parroco pensò ad altre due grandi opere: l'asilo/scuola e la Casa di Riposo.Doveroso ricordare che fu nominato Monsignore per i grandi meriti acquisiti.
Mons. Ivo Manzoni (Parroco dal 1980)
Siamo ai giorni nostri e le opere da Lui fatte sono innumerevoli e
crediamo che non siano finite. Con l'augurio di continuare così.....ne
elenchiamo alcune ricordando che nell'anno 1982 e' stato nominato
Canonico e il 29 giugno 2002 Monsignore dal Cardinal Giacomo Biffi.
Revisione generale dell'immobile Chiesa e della Canonica, rinnovo delle
decorazioni all'interno della Chiesa, restauro delle vetrate dell'abside
e della vetrata rotonda della facciata, restauro del campanile e della
casa del sagrestano, migliorie nell'impianto di riscaldamento,
l'impianto per il suono elettrico delle campane, restauro dell'antico
organo, acquisto di un nuovo Organo, restauro della Cappella di San
Giovanni Bosco, gli accessi alla Chiesa Parrocchiale con scivolo,
gradini e gradoni, ristrutturazione dei locali annessi: Oratorio, Sala
San Paolo e Sala don Bosco, pulizia della facciata della Chiesa,
ristrutturazione della Statua di San Paolo, ampliamenti della Casa di
Riposo, sistemazione della Casa a Croce Martina di Rodiano, acquisto
della casa annessa a quella del sagrestano, messa a norma dell'impianto
elettrico e di riscaldamento della Chiesa, della canonica e delle opere,
nuovo impianto luci e ristrutturazioni dell'Oratorio...
Senza dimenticare la cura delle anime, le notevoli funzioni, i numerosi
gruppi......di cui questo sito e' la testimonianza
"multimediale" !