Parrocchia di San Paolo di Ravone

Visita della Chiesa

 ( Il libro è disponibile gratuitamente a richiesta in sacrestia )

                                              
L
a Chiesa di San Paolo di Ravone fu costruita su disegno dell' Ing. Ceri, ed e' tripartita in corrispondenza della navata centrale e delle cappelle (vedi planimetria).

Le due nicchie ai lati della porta centrale dovevano contenere due statue, che pero' non vi furono mai sistemate.

La vetrata rotonda con l'immagine di San Paolo Apostolo e la scritta "Charitas Christi urget nos" fu posta nel 1942 secondo il progetto dell' Ing. Ceri in luogo del precedente bassorilievo rappresentante San Paolo, che vi era stato sistemato nel 1922 (scultore Prof. Mario Sarto).

Questo bassorilievo contrastava con il progetto originale e toglieva luce all'interno, tanto che l'Ing. Ceri aveva cosi' commentato la sua sistemazione: "Hanno accecato la mia Chiesa !".

L'Ing. Ceri autorizzò che la facciata della Chiesa di Santa Maria Maggiore in Trento fosse compiuta su modello di San Paolo di Ravone in Bologna; il risultato non fu buono e il Ceri, "quando vide l'interpretazione trentina del suo disegno, rimase disgustato".

A una sola navata, "divisa da pilastrate con capitelli corinzi del tipo di quelli usati nel primo rinascimento con le quattro foglie angolari"; sei sono le cappelle laterali, cui si aggiungono "quattro loculi", due vicini all'ingresso e due prima del presbiterio.

La navata e' coperta "volte a tela in corrispondenza delle cappelle e a botte sopra i loculi". Due colonne staccate dai pilastri danno accesso al presbiterio sormontato da cupola, di cui si dira' piu' avanti. Il pavimento a mosaico e' stato restaurato negli anni 1981/83.

La parte inferiore delle cappelle, delle colonne e del presbiterio fu rivestita con marmi dal 1932 in poi. Il portale della Chiesa e' stato restaurato nel 1981, con l'apertura di quattro finestre per dare aria e luce all'interno. Nel settembre 2000 sono stati sostituiti i banchi della Chiesa, benedetti da S.E. Mons. Elio Tinti (Vescovo di Carpi); i nuovi sono in legno faggio, tinta noce antico semiopaco, con mensola appoggia libri, ganci bronzati, imbottitura nell'inginocchiatoio in cordura.

L'impianto di illuminazione e' stato rifatto e modernizzato (e messo a norma) nel 2000.

Gli otto lampadari in ferro battuto e le due lampade in ottone a fianco delle colonne sono del 1933.

Le due acquesantiere in marmo, ai lati dell'ingresso, decorate dalle armi pontificie, sono un dono fatto nel 1919 alla nostra Parrocchia dal Papa Benedetto XV (l'ex Cardinale di Bologna Giacomo Dalla Chiesa).

Presbiterio

Preceduto dalle due colonne cui si e' accennato, si estende lateralmente a formare il transetto.

Al centro l'Altar Maggiore, ricco di marmi pregiati, eseguito nel 1933 su disegno del parrocchiano Prof. Alberto Gambini.

Davanti all'Altar Maggiore e' sistemato, su predella in legno, l'altare per la celebrazione, con ai lati la sede del celebrante e l'ambone, secondo le esigenze liturgiche attuali.

La balaustra in marmo che circonda il presbiterio e' del 1941, costruita su disegno del Prof. Gambini; le sei vetrate a colori sono del 1920/21.

Ai lati del transetto sono due piccole "gallerie", costruite nel 1917. Alle pareti, in alto, due tele del Prof. Fabio Fabbi (1941): << Ultima Cena >> e << Conversione di San Paolo >>.

Sotto alle gallerie sono stati sistemati due quadri del Prof. Costa (1938) che inizialmente erano nella Cappella di San Giovanni Bosco: uno rappresenta, a sinistra, S. Teresa del Bambino Gesù; l'altra, a destra, Beata Imelde Lambertini, la giovane vergine bolognese (1920-1933) che rese l'anima a Dio dopo la sua prima comunione somministratale dopo la miracolosa caduta dal cielo dell'Ostia consacrata, da Lei grandemente desiderata. Il miracolo avvenne nel Monastero di Valdipietra, che sorgeva presso l'attuale Convento dei Cappuccini (via Bellinzona), e quindi in zona appartenente fino al 1958 alla nostra Parrocchia.

E opportunamente stanno questi due quadri nel presbiterio, nelle vicinanze del Tabernacolo perche' raffigurano una Santa ed una Beata accomunate dall'unico grandissimo amore a Gesù Eucaristia. La decorazione di tutta la Cappella Maggiore e' del Prof. Carlo Baldi, eseguita negli anni 1940/41.

Statua di San Paolo

Posta dietro all'Altar Maggiore, domina tutto l'interno della Chiesa ed e' opera dello scultore Francesco Martiner di Ortisei in Val Gardena (1920). E' in cirbopino ed e' alta m. 3,25. Nel progetto iniziale doveva esser dipinta a più colori.

Fu inaugurata nel 1920 dal cardinale Gusmini e sostitui' quella precedente che raffigurava San Paolo con il braccio destro alzato, il dito indice rivolto verso l'alto.

L'attuale San Paolo e' alto poco piu' del Nettuno del Giambologna al vertice dell'omonima Fontana presso Piazza Maggiore e la sua ultima ristrutturazione risale al 1998.

Altari minori

A sinistra la Cappella Sant'Antonio, eretta nel 1909, decorata nel 1934 dal Prof. Nardi; sono suoi gli affreschi ai due lati della Cappella, raffiguranti episodi miracolosi della vita del Santo:

a destra: la predicazione ai pesci, che S. Antonio rivolse loro a Rimini, dato che la popolazione non lo ascoltava. I pesci accorsero, addensandosi a riva e questo miracolo portò alla conversione dei riminesi;

a sinistra: la guarigione istantanea, per intercessione di S. Antonio, del figlio insano che si era tagliato il piede con cui aveva colpito la madre.

L'altare fu eretto nel 1934 su disegno del Prof. Rizzi.


Cappella della Madonna della Consolazione o della Cintura

Eretta nel 1905, ha una statua della Madonna, opera dello Scandellari (scultore del '700); decorata nel 1934 dal Prof. Mandrone; altare su disegno del citato Prof. Gambini.

L'appellativo "Madonna della Cintura" esisteva gia' in antico nel culto orientale, ma in occidente si riallaccia soprattutto al racconto di un apparizione mariana a Santa Monica, madre di Sant'Agostino. Santa Monica, rimasta vedova si rivolse in preghiera dalla Madonna, pregandola di rivelarle quale abito avrebbe dovuto indossare dopo la morte del marito.

La Madonna le appari con gli abiti indossati dopo la morte del Figlio: tunica nera lunga fino ai piedi, manto nero, veli bianchi al capo, cintura al fianco: Maria staccò la cintura e ne fece dono a Monica, ponendogliela tra le mani.

 

 

 

 

Cappella del Sacro Cuore

Fu la prima ad essere decorata nel 1933 a cura del Prof. Carlo Baldi e rivestita di marmi; altare su disegno del Prof. Gambini.

Cappella del Crocifisso

Eretta nel 1907, vi fu posto nel 1934 il grande Crocifisso in bronzo, che e' una copia di un Crocifisso del Giambologna.

Le decorazioni della Cappella sono dei Professori Gentili e Roversi: ai lati del Crocifisso, le immagini dei quattro Evangelisti. L'altare e' su disegno del Prof. Gambini

Dedicazione della Chiesa  - 20 Novembre 2004

L'Arcivescovo di Bologna, e ora Cardinale,  mons. Cafarra , ha celebrato il Rito della dedicazione della Chiesa e dell'altare rinnovato.

 

Cappella di San Giuseppe

Ha il grande quadro raffigurante San Giuseppe con Bambino Gesu', dipinto nel 1934 dal Prof. Fabio Fabbi. La decorazione della Cappella e' del Prof. pietra; l'altare su disegno del Prof. Rizzi.

Sono raffigurati, in alto:
- a destra la Sacra Famiglia
- a sinistra il Transito di San Giuseppe.

L'altare dedicato s San Giuseppe fu costruito nei primi anni di vita della nuova Chiesa con le offerte dei "coloni".

Cappella di Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù

Il quadro ovale, attribuito al Prof. Carlo Baldi, e' racchiuso in cornice dorata del 1934.

Pure del 1934 e' la decorazione della Cappella, opera del Prof. Baldi.

In alto a sinistra "Annunciazione" e a destra "Presentazione di Gesu' al Tempio".

Cappella San Giovanni Bosco

Dal transetto si accede a questa Cappella, esterna la perimetro della Chiesa, eretta nel 1938 ed ampliata, costruendo anche il Salone annesso e al piano superiore alcune salette (oggi usate come sedi dei gruppi giovanili), nel 1948. Il quadro che raffigura San Giovanni Bosco nell'atto di accogliere due giovinetti e' del Prof. Costa.
Nel 1988, centenario della morte di San Giovanni Bosco, la cappella e' stata restaurata, con sostituzione dell'altare, pavimento a mosaico analogo a quello della Chiesa e con nuovo accesso con porta di vetro che rende la Cappella più "incorporata" nella Chiesa. sono stati apposti su una parete laterale, dirimpetto alla nuova finestra, due quadri della Prof.ssa Carla Ansaloni raffiguranti Maria Ausiliatrice e San Domenico Savio, la grande ispiratrice e patrona di San Giovanni Bosco e il suo primo discepolo Santo. In precedenza vi erano appesi i quadri che ora sono sul transetto e di cui e' detto in precedenza. Con questo spostamento la Cappella di San Giovanni Bosco e' divenuta anche nelle immagini una Cappella veramente "salesiana".

L' organo

Originariamente previsto nel progetto originale dall’ing.Cieri, l’organo a canne non fù mai montato.  Ci si servì quindi, dell’organo  di Pietro Orsi  e  restaurato  nel 1982  dalla ditta Tamburini di Crema .

Nella visita pastorale del 1992, il cardinal Biffi, incitò il parroco a farne uno nuovo.  Così nel 1993 iniziarono i lavori in muratura per ospitare il nuovo organo  fabbricato dalla ditta Famiglia Vincenzo Mascioni, che venne montato poi nel febbraio del 1995.  Costò 400 milioni delle vecchie lire elargite da Banche , enti benefici e da privati, tra cui la signora Maria Fortuzzi   Inaugurato il 1 Aprile 1995  dal cardinal Biffi, con la partecipazione della Corale S.Paolo. Da allora numerosi concerti e cori per organo sono stati eseguiti.

 

Il campanile

 

La sua parte inferiore risale ai secoli XIV/XV. E' stato restaurato nel 1987. Alla sua base, un'immagine della Madonna, posta nel 1955 a ricordo dell' Anno Mariano 1954. Il campanile custodisce un concerto di quattro campane, <<di cui la grossa e la mezzanella sono di De Poli di Udine, rifuse dopo la II Guerra Mondiale e consacrate il 22 Agosto 1951; la mezzana e' di Angelo Rosari e la piccola di Cesare Brighenti>>.

Oggi queste campane, come quelle di tante altre torri, tacciono: i "campanari" sono diventati una costosa, quasi introvabile rarità. In loro vece funziona un impianto elettronico del 1981 che suona secondo lo stile dei concerti campanilistici bolognesi.
Nel progetto elaborato per la nuova Chiesa, era prevista la costruzione di una piramide in cima al campanile, ma non fu mai eseguita.